Packaging alimentare per pasta fresca gluten free: Case history di Pastamama
Intervista a Marco Fiore, socio di Pastamama
Nel panorama della ristorazione veloce in Italia, emergono nuovi format capaci di coniugare qualità, inclusività e innovazione. È il caso di Pastamama, realtà che ha rivoluzionato il concetto di fast food con una proposta di pasta fresca 100% gluten free. In questa intervista, Marco Fiore, uno dei soci, racconta il progetto sviluppato con Cartaria Italiana per la creazione di un packaging alimentare personalizzato, pensato per valorizzare il prodotto e rafforzare l’identità del brand.
Marco, partiamo dalle basi: cos’è Pastamama e qual è il vostro posizionamento?
M: «Pastamama è un progetto di fast good di pasta fresca che ha scelto l’eccellenza per tutti. Abbiamo sviluppato un’unica linea 100% gluten free, capace di soddisfare anche i palati più esigenti.
Offriamo diversi formati e colori, mantenendo sempre alta la qualità: una pasta italiana gluten free incredibilmente buona, naturalmente digeribile e pensata per nutrire anche il piacere della condivisione. Il nostro obiettivo è rendere accessibile un prodotto premium, senza compromessi.»
Qual era la sfida principale dal punto di vista del packaging alimentare?
M: «Avevamo bisogno di un packaging alimentare che comunicasse chiaramente la nostra identità. Non doveva essere solo bello, ma anche funzionale: il nostro è un prodotto sensibile, quindi serviva una soluzione capace di conservarlo correttamente, mantenendo qualità e temperatura.
Allo stesso tempo cercavamo qualcosa di smart, informale e riconoscibile, in linea con il nostro format.»
Come si è sviluppato il progetto con Cartaria Italiana?
M: «Insieme a Cartaria Italiana abbiamo realizzato diversi elementi fondamentali per il nostro servizio: bowl per la pasta, tovagliette, shopper, buste porta posate e posate.
È stato un lavoro completo, che ci ha permesso di costruire un sistema di packaging coordinato, coerente con l’esperienza che vogliamo offrire ai nostri clienti, sia in store sia nel take away.»
Cosa avete apprezzato di più della collaborazione?
M: «Sicuramente la disponibilità e la pazienza del team. Hanno accolto tutte le nostre richieste con grande attenzione, dimostrando passione per il loro lavoro.
Abbiamo percepito una forte volontà di arrivare a un risultato finale davvero in linea con le nostre esigenze, non solo dal punto di vista estetico ma anche funzionale.»
Che ruolo ha il packaging nella comunicazione del vostro brand?
M: «Per noi era fondamentale avere un packaging riconoscibile, sostenibile e colorato. È uno degli elementi principali attraverso cui comunichiamo chi siamo.
Il packaging è parte integrante dell’esperienza Pastamama: deve trasmettere energia, qualità e inclusività, proprio come il nostro prodotto.»
Avete notato cambiamenti nella percezione del brand?
M: «Era tutto nuovo, quindi il packaging ha avuto un ruolo chiave fin dall’inizio. È stato uno degli strumenti principali per costruire la nostra identità e farci riconoscere sul mercato.»
Che feedback ricevete dai clienti?
M: «Riceviamo moltissimi complimenti, soprattutto per la bellezza del packaging. È una delle prime cose che viene notata e apprezzata dai clienti.»
Quanto contano personalizzazione e sostenibilità nel vostro progetto?
M: «Sono aspetti importantissimi, tra i più rilevanti dell’intero progetto. La personalizzazione ci permette di distinguerci, mentre la sostenibilità è una scelta imprescindibile, sia per il mercato italiano sia per il tipo di clientela a cui ci rivolgiamo.»
Consigliereste Cartaria Italiana?
M: «Certamente, e lo abbiamo già fatto. Sono disponibili, offrono un’ampia scelta e una consulenza concreta per individuare la soluzione migliore. Per chi cerca un partner nel packaging alimentare in Italia, sono un punto di riferimento.»
