Packaging per fast casual asiatico: la case history di WASO con Cartaria Italiana
Intervista a Maxime Zhou di WASO
Nel mondo della ristorazione fast casual in Italia, il packaging alimentare è diventato un elemento strategico per costruire identità, migliorare l’esperienza cliente e rendere un format immediatamente riconoscibile. Lo racconta Maxime Zhou di WASO, nuovo brand di fast casual asiatico, che ha scelto di collaborare con Cartaria Italiana per creare un sistema di packaging personalizzato per il food service.
Potete raccontarci brevemente la vostra azienda e di cosa vi occupate?
M: «WASO è un nuovo format di fast casual asiatico nato con l’obiettivo di portare in Italia un’esperienza di consumo moderna, veloce e riconoscibile, ispirata ai sapori dell’Asia ma pensata per un pubblico urbano, dinamico e contemporaneo.
Il progetto nasce all’interno di BE WATER SRL e punta a sviluppare un brand ristorativo scalabile, adatto a centri commerciali, aree ad alto traffico, spazi aeroportuali e ferroviari. L’idea è offrire piatti asiatici accessibili, curati e facili da consumare, con una forte attenzione al design, alla qualità dell’esperienza e alla replicabilità del format.»
Qual era l’esigenza o la sfida principale quando avete deciso di lavorare sul vostro packaging?
M: «La sfida principale era creare un packaging alimentare coerente con l’identità del brand e allo stesso tempo realmente funzionale al nostro modello operativo.
Per WASO il packaging non doveva essere solo un contenitore, ma un elemento distintivo del format: doveva essere bello, riconoscibile, sostenibile, pratico per il take-away e compatibile con un servizio veloce.
Avevamo bisogno di soluzioni capaci di valorizzare il prodotto, semplificare l’operatività e rafforzare la percezione del brand fin dal primo contatto con il cliente.»
Che tipo di progetto avete realizzato insieme a Cartaria Italiana?
M: «Con Cartaria Italiana abbiamo lavorato allo sviluppo di un sistema di packaging personalizzato per il nostro format: contenitori, box e soluzioni studiate per accompagnare le diverse categorie di prodotto WASO, dai ravioli alle bowl, dai burger asiatici ai prodotti da asporto.
Il progetto è stato sviluppato con l’obiettivo di ottenere un packaging coerente con il linguaggio grafico del brand, ma anche solido dal punto di vista tecnico, produttivo e operativo.»
Quali aspetti della collaborazione avete apprezzato di più?
M: «Abbiamo apprezzato soprattutto la capacità di Cartaria Italiana di comprendere le esigenze concrete di un format food in fase di sviluppo.
Per noi era importante trovare un partner che non si limitasse alla semplice fornitura del prodotto, ma che sapesse confrontarsi su materiali, formati, sostenibilità, personalizzazione, tempi di produzione e resa finale.
La collaborazione è stata utile perché ha unito sensibilità estetica, competenza tecnica e disponibilità nel trovare soluzioni adatte a un progetto nuovo.»
In che modo il packaging realizzato rispecchia oggi i valori del vostro brand?
M: «Il packaging rispecchia molto bene il posizionamento di WASO: moderno, immediato, accessibile ma allo stesso tempo curato.
WASO nasce dall’idea di trasformare il cibo asiatico in un’esperienza contemporanea. Il packaging aiuta a comunicare questa visione: è parte integrante dell’identità visiva del brand, rende il prodotto più riconoscibile, migliora l’esperienza di consumo e rafforza il carattere giovane, urbano e distintivo del progetto.
Inoltre, il tema della sostenibilità è coerente con la nostra idea di fast casual moderno: un format veloce, ma non superficiale; pratico, ma attento alle scelte dei materiali e alla qualità percepita.»
Avete notato un cambiamento nella percezione del vostro brand da parte dei clienti dopo l’introduzione del nuovo packaging?
M: «Sì, il packaging ha contribuito a rendere WASO più riconoscibile e più “brandizzato” agli occhi del cliente.
In un contesto come quello dei centri commerciali o delle food court, dove l’attenzione del cliente è molto rapida, avere un packaging distintivo fa la differenza. Aiuta il prodotto a essere fotografato, condiviso, ricordato e percepito come parte di un’esperienza più completa.»
C’è stato un feedback particolare da parte dei vostri clienti che vi ha colpito?
M: «Uno degli aspetti che ci ha colpito di più è che molti clienti percepiscono subito il packaging come parte integrante del concept, non come un elemento secondario.
Il fatto che il contenitore sia curato, personalizzato e coerente con il locale comunica immediatamente che WASO non è un semplice punto food, ma un brand costruito con attenzione. Questo è molto importante per noi, perché vogliamo che ogni dettaglio — dal prodotto al packaging, dalla grafica al servizio — contribuisca a creare un’identità forte.»
Quanto è stato importante per voi il tema della personalizzazione e/o della sostenibilità?
M: «È stato fondamentale.
La personalizzazione ci permette di rendere il packaging uno strumento di comunicazione: ogni box, cup o contenitore diventa un touchpoint del brand. Nel nostro caso, il packaging deve lavorare insieme al locale, al menu, alla comunicazione digitale e all’esperienza cliente.
La sostenibilità, invece, è un requisito sempre più importante per un format food contemporaneo. Per noi significa scegliere soluzioni più responsabili, senza rinunciare alla funzionalità, alla qualità estetica e alla solidità operativa.»
Consigliereste Cartaria Italiana ad altre aziende? Perché?
M: «Sì, consiglieremmo Cartaria Italiana ad altre aziende, soprattutto a quelle che cercano un partner capace di seguire un progetto packaging non solo dal punto di vista produttivo, ma anche strategico e funzionale.
Nel nostro caso, Cartaria Italiana ha saputo accompagnarci in una fase delicata di costruzione del brand, aiutandoci a trasformare un’esigenza concreta in una soluzione coerente con l’identità e con l’operatività di WASO.»
